"Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del marshall (un commissario di gara in pista) a bordo pista". Il giorno dopo la squalifica, per aver spinto e colpito un marshall, che non gli permetterà di correre il Gran Premio della Repubblica Ceca classe MotoGp a Brno, Marco Bezzecchi chiede scusa sul suo profilo Instagram: "Mi dispiace - ha aggiunto il pilota della Aprilia leader del Mondiale - anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosi".
MotoGp: spinte ai commissari, l'Aprilia fa ricorso ma viene respinto
Colpo di scena al Gran Premio di Brno di MotoGp: Marco Bezzecchi non prenderà parte alla gara quanto "ha spinto un marshall", ovvero un commissario di gara in pista, dopo la sua caduta nella Sprint. Il pilota dell'Aprilia è stato squalificato in base al regolamento e così salterà il Gp della Repubblica Ceca. Bezzecchi, che sarebbe dovuto partire dalla quarta posizione al via, rischia di perdere la testa del mondiale: basta infatti che il compagno di squadra Jorge Martin salga sul podio per superarlo in classifica.
L'Aprilia ha presentato ricorso contro la squalifica ma è stato respinto e Marco Bezzecchi non correrà il gp di Brno. I giudici d'appello hanno confermato la squalifica comminata al pilota leader della classifica mondiale della MotoGp. Sebbene sia stato riconosciuto che "i piloti coinvolti in incidenti possano provare frustrazione, delusione e una forte carica emotiva nell'immediatezza dell'accaduto - si legge nel dispositivo -, tali circostanze non possono giustificare né scusare atti di aggressione fisica nei confronti del personale del circuito nell'esercizio delle proprie funzioni ufficiali. I principi di condotta sportiva impongono a tutti i partecipanti di trattare sempre con rispetto ufficiali di gara, commissari e volontari. Qualsiasi contatto fisico di natura aggressiva nei confronti di un addetto alla sicurezza del circuito costituisce una grave violazione di tali standard e mina quel rapporto di fiducia e rispetto reciproco su cui si fonda la gestione sicura del campionato".
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