L'esame in commissione non è ancora nemmeno iniziato, ma già i partiti stanno pensando a come rivoluzionare la manovra. Compresi, o forse proprio a partire, da quelli di maggioranza. La Lega, in primis, è in pressing per modifiche, dalla scuola alle pensioni. FI insiste sul fronte previdenza anche dopo l'incontro con la Cisl.
E dalle parti di FdI, ma non solo, spunta l'ipotesi di una riapertura dei termini del condono edilizio in particolare per la Campania, esclusa da quello 2001-2003. L'idea, che sarebbe emersa in alcune riunioni dei giorni scorsi sulla legge di bilancio, viene portata avanti anche dai coordinatori campani di maggioranza e potrebbe diventare un emendamento alla legge di bilancio in linea con quello presentato, su impulso di Edmondo Cirielli, nella scorsa manovra e che poi non aveva avuto seguito. Ma non è escluso che la sanatoria possa essere anche più estesa.
"Meloni strizza l'occhio all'illegalità", va all'attacco subito Angelo Bonelli di Avs. Quella del condono, sottolinea il Dem Marco Sarracino, è "una proposta già annunciata dal candidato Cirielli nella scorsa campagna elettorale e bocciata sonoramente dai cittadini campani. Il governo non provi a far rientrare dalla finestra ciò che la democrazia ha fatto uscire dalla porta. Si occupi invece dei veri problemi dei campani, a partire dalla grave emergenza dei campi Flegrei".
"Ma basta, non sanno nemmeno cos'hanno approvato", va all'attacco Giuseppe Conte osservando le continue proposte di modifica lanciate dalla maggioranza e aggiungendo che "la loro targa personalizzata è 'Andate a casa!'".
Le tensioni si registrano, però, soprattutto all'interno della maggioranza con la Lega in pressing sulle modifiche e i malumori che ormai vengono sussurrati anche tra più di qualche ministro. Il Mef, per il momento, sceglie di non commentare. E d'altra parte la linea, ribadita in tutte le sedi dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è chiara: la tenuta dei conti prima di tutto.
Messe così le cose, però, la manovra rischia di trasformarsi in un terreno scivolosissimo per la tenuta della maggioranza. A provare a forzare è in primis Matteo Salvini che manda di buon un alert ai colleghi di centrodestra. "Gli alleati - è l'avvertimento - rispettino le priorità della Lega, a partire dalle pensioni". Un'uscita alla quale è FdI a replicare a stretto giro con il responsabile Economico Marco Osnato: "I patti da rispettare - chiude netto - sono quelli scritti nella manovra".
Ma il partito di Salvini è in fibrillazione e una cartina di tornasole in questo senso è anche il braccio di ferro in corso sulla scelta del relatore che seguirà la manovra per la Lega in commissione Bilancio. Alla giorgettiana della prima ora Silvana Comaroli, che fu relatrice anche due anni fa, potrebbe infatti essere preferito Alberto Gusmeroli, il responsabile del dipartimento Economia del partito che verrebbe fatto traslocare ad hoc dalla commissione Attività Produttive, che presiede. Nel caso la scelta ricada su di lui andrà ad affiancare Angelo Rossi (FdI), Mauro D'Attis (FI) e Francesco Saverio Romano (Nm). La decisione verrà presa domani.
Ma intanto Gusmeroli già da subito ribadisce la linea leghista anche sul fronte banche. "Siamo felici - sottolinea - che Intesa Sanpaolo continui a macinare utili record. Se continuano a crescere a questi ritmi, un contributo aggiuntivo al Paese non dovrebbe certo essere un problema". Parole che, di certo, non saranno passate inosservate dalle parti di FI che ha da subito messo paletti sull'aiuto degli istituti di credito alla manovra. Un contributo, quello delle banche, al quale non dovrebbe aggiungersi, quello di Cdp. "Il contributo della Cassa - ha puntualizzato Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti - è attraverso il dividendo, che va quasi interamente nelle casse dello Stato".
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