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L'Armenia alle urne, il difficile cammino tra Russia e Ue

2 days ago 3

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Emmanuel Macron al microfono, Nikol Pashinyan alla batteria. La scena del presidente francese che canta Charles Aznavour accompagnato dal premier armeno, simboleggia più di ogni dichiarazione l'avvicinamento all'Occidente intrapreso da Erevan, già stretta alleata di Mosca. E per continuare questo percorso Pashinyan cerca il sostegno dell'elettorato nelle consultazioni parlamentari di domenica. Le prime dopo la cocente sconfitta subita per mano dell'Azerbaigian nella guerra del 2023, con la conseguente perdita dell'enclave del Nagorno Karabakh e l'afflusso in Armenia di circa 100.000 rifugiati da questa regione.

L'esibizione musicale di Macron e Pashinyan risale a un mese fa, quando Erevan ha ospitato un vertice della Comunità politica europea. Presente anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Un segnale preciso della determinazione del governo armeno di affrancarsi dall'influenza russa. Lo scorso anno il parlamento di Erevan ha approvato una legge per avviare le procedure per l'accesso all'Unione europea. Ma il presidente russo Vladimir Putin ha mostrato il suo disappunto affermando che l'Armenia dovrebbe "tenere un referendum e chiedere ai cittadini quale sia la loro scelta". "In base a ciò, anche noi prenderemmo la nostra decisione", ha aggiunto il capo del Cremlino.

Le relazioni tra Erevan e Mosca hanno cominciato a raffreddarsi dopo il conflitto azero-armeno di tre anni fa, quando la Russia mancò di portare il suo sostegno all'alleata Armenia, permettendo la vittoria delle truppe di Baku. Le autorità armene assicurano tuttavia che la loro volontà di avvicinarsi all'Ue non comporta una rottura con Mosca con un'uscita dall'Unione economica eurasiatica, di cui l'Armenia fa ancora parte insieme a Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Kirghizistan. Per Erevan, del resto, il processo di allontanamento dalla Russia costerebbe caro in termini economici, visto che un terzo delle sue esportazioni si dirige verso il mercato russo e l'Armenia rimane dipendente dalla Russia per il suo fabbisogno di gas e petrolio. Inoltre Mosca mantiene una base militare sul territorio armeno. Nelle ultime settimane, tra l'altro, la Russia ha fatto sentire la sua pressione sulle autorità di Erevan bloccando le importazioni di ortaggi, frutta e altri prodotti armeni. Anche se un segnale di apparente distensione è stata, il primo giugno, una telefonata fatta da Putin a Pashinyan per fargli gli auguri di compleanno.

Sono circa 2,5 milioni i cittadini chiamati alle urne, su una popolazione totale di 3 milioni. A sfidare il partito Contratto Civico di Pashinyan saranno due formazioni favorevoli a mantenere buone relazioni con Mosca: Alleanza Armena dell'ex presidente Robert Kocharyan e Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan. I sondaggi danno per vittorioso il partito del premier, seguito a grande distanza da quello di Karapetyan. Ma se Pashinyan non riuscirà ad aggiudicarsi i due terzi dei seggi in Parlamento, per lui sarà difficile fare approvare una riforma costituzionale che l'Azerbaigian ha chiesto per finalizzare un accordo di pace, delineato nell'agosto dell'anno scorso durante un vertice tra i due ex nemici alla Casa Bianca, patrocinato da Donald Trump.

Diversi analisti vedono questo appuntamento elettorale come un referendum proprio sulla politica di pacificazione portata avanti da Pashinyan nei confronti del nemico di sempre, l'Azerbaigian appunto. Una linea contestata da alcuni come eccessivamente accondiscendente che ha provocato anche proteste di piazza a Erevan. Inoltre, gli avversari interni e gruppi internazionali per i diritti umani accusano il premier di autoritarismo. Decine di oppositori sono stati incarcerati. e nelle ultime ore i media di Stato hanno riferito dell'arresto di sei candidati di Armenia Forte, senza che venissero fornite informazioni sulle accuse nei loro confronti. Sono stati condannati a pene detentive anche esponenti della Chiesa ortodossa armena, riconosciuti colpevoli di avere cercato di organizzare un colpo di Stato. Con la stessa accusa si trova agli arresti domiciliari Karapetyan.

Ma l'Unione europea ha fatto sapere che comunque rimarrà fermamente al fianco di Pashinyan. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato giovedì un pacchetto finanziario da 50 milioni di euro a favore di Erevan e l'apertura ai mercati europei di prodotti armeni di cui è stata bloccata l'esportazione verso la Russia, a cominciare dai fiori.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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