"La velocità con cui si sviluppano le innovazioni legate all'IA ci spinge a chiederci se in futuro saremo in grado di controllare queste macchine, se l'uomo non corra il rischio di diventare vittima delle sue stesse invenzioni. Uno dei problemi seri di oggi è la consapevolezza che le decisioni riguardanti la vita umana sono affidate a macchine" e per questo "va elaborata una nuova etica" tecnologica. Lo dice papa Leone che dopo l'avvertimento lanciato anche da Bill Gates (l'Intelligenza artificiale rappresenta una grave minaccia per l'occupazione e la vita umana e affrontare i rischi che comporta dovrebbe essere la "priorità assoluta a livello mondiale", ha detto due giorni fa al New York Times aggiungendo che l'Ia ha superato le aspettative mentre il settore ha ignorato alcuni eventi significativi come la possibilità che sfugga al controllo dei suoi creatori) rilancia, lui che ha messo il tema dell'Intelligenza artificiale al centro della sua prima enciclica, un nuovo monito dai toni particolarmente seri. Tanto da far tornare alla mente episodi recenti come il primo caso accertato quattro giorni fa di civili uccisi a Zaporizhzhya da un drone completamente autonomo guidato dall'intelligenza artificiale ma pure la multa storica inflitta al colosso Meta per aver provocato dipendenze nei minori.
"Di fronte a questa situazione preoccupante, è importante - ha sottolineato Leone - elaborare un'etica che accompagni l'uso di questi strumenti i quali, purtroppo, si concentrano nelle mani di grandi attori economici e tecnologici che lo Stato fatica a controllare. Occorre garantire che il bene della famiglia umana non venga sacrificato a favore di interessi privati". Il nuovo alert è stato lanciato dal Pontefice in un discorso rivolto stamani ai partecipanti al congresso annuale dell'Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, svoltosi a Roma all'Università Sapienza, di cui ha elogiato l'appello "accorato al nostro mondo, nell'era del digitale, affinché si mantenga l'equilibrio nell'uso delle tecnologie digitali" e si riaffermi "il carattere insostituibile dell'intelligenza umana".
Appello che lo stesso Leone ha collegato a quello "da me lanciato nella mia recente Enciclica sulla tutela della persona umana nell'era dell'Intelligenza Artificiale Oggi non possiamo non guardare in faccia questa realtà, che tocca da vicino il nostro modo di vivere e permea ogni livello della vita sociale". "Richiamare alla prudenza, a controlli rigorosi e talvolta persino a un rallentamento nell'adozione dell'IA - ha quindi aggiunto Prevost citando proprio la sua enciclica Magnifica humanitas - non significa essere contrari al progresso, bensì dimostrare un'attenzione responsabile verso la famiglia umana".
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