"Il calo degli studenti obbliga la scuola ad evolvere'': ha titolato il quotidiano Le Monde, nella settimana in cui 12 milioni di alunni francesi tornano in classe dopo la pausa estiva. ''Per l'anno 2026 - scrive il giornale - le scuole francesi registrano un calo di circa 161.000 studenti rispetto all'anno scorso. Questo declino demografico, destinato ad aumentare, obbliga l'istruzione pubblica e i rappresentanti locali a ripensare la cartina scolastica, in particolare, nelle zone rurali''. ''Un inevitabile adattamento'', puntualizza Le Monde.
Intanto, in un rapporto pubblicato ieri, l'Alto Commissariato per la Strategia e la Pianificazione di Parigi raccomanda di tagliare il numero di alunni per classe e di aumentare le retribuzioni degli insegnanti, sfruttando i "margini di manovra di bilancio" offerti dal calo delle nascite.
"Il calo della popolazione scolastica, che riguarda già il primo ciclo di istruzione e che si estenderà alla scuola media, ci offre in linea di principio margini di manovra di bilancio", ha sottolineato l'esperto dell'Alto commissariato, Pierre-Yves Cusset, aggiungendo che "una parte di queste risorse dovrebbe venire utilizzata per proseguire la riduzione del numero di alunni per classe e per valorizzare le retribuzioni degli insegnanti".
Il rapporto dell'Alto Commissariato formula 11 raccomandazioni per migliorare il livello degli studenti, rilevando le loro "scarse prestazioni" rispetto ai paesi dell'Ocse. In particolare, suggerisce di introdurre una settimana scolastica di quattro giorni e mezzo "come minimo", di valutare i libri di testo, ritenendo che "non tutti abbiano lo stesso valore", e di "sperimentare una specializzazione" degli insegnanti, riconosciuta tramite certificati, in base al ciclo di apprendimento o alla disciplina.
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